Amazon starebbe sviluppando un progetto di ipermercato automatizzato da migliaia di metri quadrati con robot e pochissimo personale.

Verrà un giorno in cui faremo la spesa in un ipermercato Amazon da 1000 o forse anche da 3700 metri quadrati completamente automatizzato, dove ci saranno più robot che esseri umani.

Il colosso statunitense per ora mantiene un profilo basso negando le indiscrezioni che una fonte ha spifferato al New York Post, ma il progetto a lungo termine è verosimile considerata la sperimentazione in corso a Seattle di Amazon Go.
amazon goAmazon Go
Da dicembre i dipendenti Amazon e i cittadini di Seattle hanno la possibilità di fare acquisti automatizzati presso un piccolo supermercato di 540 metri quadrati. All’ingresso è sufficiente loggarsi tramite un’app e grazie all’impiego di TAG RFID sui prodotti al termine della spesa non c’è bisogno di passare dalle casse ma solo attraverso barriere elettroniche. L’addebito avviene direttamente sulla propria carta di credito abbinata all’applicazione.

Una fonte autorevole ha raccontato al quotidiano newyorchese che l’azienda starebbe lavorando a un progetto ancora più ambizioso: una drogheria a due piani dove i robot nella zona sovrastante prendono i prodotti e li imbustano per i clienti di sotto. Si parla di un potenziale di 4mila oggetti, dalla frutta alla verdura, senza contare uova, carne, formaggi, vini, etc. Non si esclude anche la presenza di una farmacia.
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“Amazon impiegherà la tecnologia per ridurre il lavoro”, ha confermato la fonte. Pare che ogni struttura potrebbe essere gestita con uno staff di sole 10 persone, organizzati in 6 per turno giornaliero. Un manager si occuperebbe di gestire l’accreditamento per il servizio consegne a domicilio Amazon Fresh, un inserviente si occuperebbe di rifornire gli scaffali e altri due gestirerebbero la zona “drive-thru” per le consegne in auto stile fast-food. Infine al piano di sopra due lavoratori supervisionerebbero l’attività dei robot impegnati nella raccolta, imbustamento e consegna dei prodotti sfruttando nastri trasportatori e piccoli montacarichi.

Il risultato di questa grande operazione – se mai dovesse andare in porto – è che i profitti salirebbero alle stelle. Food Marketing Institute stima che il margine medio di profitto operativo della grande distribuzione su questi beni oggi sia di circa l’1,7%; il sistema Amazon consetirebbe di raggiungere il 20%
Nel 2015 l’industria di settore ha impiegato 3,4 milioni di lavoratori nel mondo con una media di addetti per struttura di 89 unità e vendite di circa 2 milioni di dollari. Il consulente Amazon Brittain Ladd, autore di “A Beautiful Way to Save Woolworths” sostiene che l’automatizzazione più estrema consentirebbe margini tra il 22% e il 40% a seconda delle dimensioni e configurazioni degli store. Non ci vuole molto a immaginare quale potrebbe essere la riduzione dei costi di una struttura che magari passa da 89 dipendenti a 6.
Inoltre, nella visione Amazon, i clienti potrebbero essere obbligati ad aderire ad Amazon Prime e fornire così un tracciamento perfetto dei consumi e delle preferenze.
Le fonti parlano di valutazioni al primo stadio, Amazon nega di stare pensando a una catena di supermarket basata sui robot. La verità è probabilmente nel mezzo. E il limite forse è solo legato al costo delle tecnologie da impiegare. Oltre che alle pesanti conseguenze sull’occupazione.

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