Inizia ufficialmente l’iter per il divorzio di Londra dall’Ue. La premier alla Camera: per noi nuove opportunità. Juncker: rimpiangerete l’Unione

ALBERTO SIMONI (INVIATO A LONDRA), MARCO BRESOLIN (INVIATO A BRUXELLES), EMANUELE BONINI, FILIPPO FEMIA

È iniziato oggi, con una lettera, il divorzio del Regno Unito dall’Unione europea. L’ambasciatore britannico Barrow ha consegnato personalmente a Donald Tusk la notifica con cui Londra ufficializza l’intenzione di lasciare l’Europa. È partito così il conto alla rovescia per l’addio di Londra, previsto per il 29 marzo 2019, al termine di due anni di negoziato. In Parlamento la premier britannica Theresa May ha informato i deputati che Londra invoca l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che definisce le modalità d’uscita di un Paese dall’Ue.

LA GIORNATA

ORE 7 – MAY FIRMA LA LETTERA

Questa mattina la premier britannica Theresa May ha firmato la lettera per la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che, nel momento della consegna al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, segnerà l’avvio formale dell’iter della Brexit. La lettera farà scattare i due anni di negoziati previsti per il divorzio.

ORE 12.30 – BORSE DEBOLI

Seduta all’insegna della debolezza per le Borse europee con il «B-day» sulla Brexit. Piatta Londra con la sterlina in flessione sull’euro. In calo anche Madrid (-0,22%) e Milano (-0,26%). Tengono invece Parigi (+0,14%) e Francoforte (+0,44%). Mentre lo spread tra Btp e Bund si avvicina a 175 punti base.

ORE 13.25 – MAY CONTRO LA SCOZIA

«Non è ora il tempo di discutere di indipendenza della Scozia». Lo ha ribadito la premier britannica Theresa May rispondendo al Question Time ai Comuni alla richiesta del capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp, Angus Robertson, di concedere un referendum bis sulla secessione, secondo quanto votato dal parlamento di Edimburgo.

ORE 13.30 – COMINCIA UFFICIALMENTE LA BREXIT

Consegnata la lettera: è iniziato il processo (irreversibile) della Brexit. «Dopo nove mesi Il Regno Unito ha fatto la Brexit», ha scritto il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk su Twitter dopo aver ricevuto dalle mani dell’ambasciatore britannico presso la Ue, sir Tim Barrow, la lettera che invoca l’art.50 per l’uscita del Regno Unito dalla Ue. Intanto May e Corbyn, nella Camera dei Comuni, duellano su soldi e sicurezza.

ORE 13.35 – MAY: I GIORNI MIGLIORI DEVONO ARRIVARE

La Gran Bretagna si avvia a lasciare l’Ue «secondo la volontà del popolo», ha esordito la premier Theresa May nel suo discorso alla Camera dei Comuni. «Sono fiduciosa che i giorni migliori devono ancora arrivare. Dobbiamo cogliere l’opportunità unica nella nostra storia di costruire una Gran Bretagna più forte», ha continuato. Il suo discorso è stato interrotto, anche da risate plateali dei deputati laburisti.

OE 13.40 – MAY: FUORI DAL MERCATO UNICO

La Gran Bretagna non farà parte del mercato unico, uscendo dall’Ue. Lo ha confermato Theresa May, sostenendo che si tratta di una opzione «incompatibile con la volontà popolare» manifestata nel referendum sulla Brexit di restituire al Regno il pieno controllo dei suoi confini e della sua sua sovranità. «L’Ue ci ha detto che non possiamo scegliere» cosa tenere e cosa no, e «noi rispettiamo» questo approccio. «Vogliamo – ha aggiunto – una Brexit ordinata per arrivare a un partenariato nuovo». Dura la replica di Corbyn: «Accettiamo l’esito del voto e andiamo avanti, ma con cautela».

ORE 14 – LA REPLICA DI TUSK

Ha parlato anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «Non c’è ragione di pensare che oggi sia un giorno felice. Ma Brexit offre un’opportunità ai 27 Stati di restare uniti. La prima priorità sarà quella di minimizzare le incertezze provocate dalla decisione del Regno Unito per i nostri cittadini, le imprese e gli Stati membri».

ORE 14.12 – TUSK: “GRAN BRETAGNA CI MANCHI GIA’”

«Cosa posso aggiungere? Ci manchi già…». Così il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk ha concluso la sua dichiarazione fatta dopo aver ricevuto dalle mani dell’ambasciatore britannico presso la Ue, sir Tim Barrow, la lettera che invoca l’art.50 per l’uscita del Regno Unito dalla Ue.

ORE 14.15 – INDIPENDENTISTI: “NON SIAMO UN REGNO UNITO”

Sulla Brexit «non siamo un Regno Unito». Con queste parole il capogruppo degli indipendentisti scozzesi dell’Snp, Angus Robertson, ha contestato ai Comuni l’affermazione della premier Theresa May secondo cui l’uscita dall’Ue potrà rendere il Paese «più unito». Robertson ha insistito sulla richiesta di un referendum sull’indipendenza della Scozia, nel «rispetto del voto democratico» del parlamento di Edimburgo al riguardo e ha ricordato che il 23 giugno «due nazioni del Regno hanno votato per la Brexit e due contro».

ORE 14.25 – MAY REPLICA AGLI INDIPENDENTISTI

Immediata la replica di Theresa May agli indipendentisti dell’Snp, con un riferimento indiretto al referendum del 2014 in cui l’opzione della secessione fu respinta dagli scozzesi. «Voglio semplicemente ricordare che la Scozia è parte del Regno Unito» ha detto, liquidando il voto di ieri del parlamento di Edimburgo sulla richiesta di un referendum bis come un tentativo d’intervenire su un dossier – la Brexit ` su cui l’assemblea scozzese non ha voce in capitolo dal punto di vista costituzionale.

ORE 15.15 – PADOAN: PER NOI NUOVE CHANCE

«La Brexit cambia lo scenario europeo, genera costi e opportunità per le altre nazioni e cambia in modo forte lo scenario. Siamo qui a spiegare che l’Italia e Milano possono essere un’opportunità per l’Europa e anche per il Regno Unito». Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parlando a Londra in occasione dell’evento “Italy now and next”. Padoan ha sottolineato i vantaggi a livello di “business environment” di Milano nello specifico, e dell’Italia in generale, rivendicando il taglio di tasse per le imprese, «in modo tale che ci sia un contesto più attrattivo», la flat tax e le misure per incentivare le persone a tornare in Italia.

ORE 18 – JUNCKER A LONDRA: RIMPIANGERETE LA UE

«Questo è un giorno triste perché i britannici hanno deciso per iscritto di lasciare la Ue, una scelta che rimpiangeranno un giorno. Ma mi sento bene stasera perché abbiamo parlato del nostro futuro». Lo ha detto il presidente della Commissione Jean Claude Juncker concludendo la sua partecipazione al `Dialogo con i cittadini´ a La Valletta. «Nonostante le debolezze e gli errori, dobbiamo considerare che l’Ue è il miglior posto in cui vivere nel mondo», ha aggiunto.

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