I ricercatori della University of Michigan hanno messo a punto uno spray idrorepellente adatto per tessuti, automobili e navi che si autoripara in caso di danni. Potrebbe diventare un prodotto commerciale entro la fine dell’anno.

Grazie a una ricerca dell’Università del Michigan potremo avere entro fine 2017 una nuova classe di prodotti impermeabili capaci di mantenere a lungo l’idrofobicità. I ricercatori dell’ateneo statunitense hanno infatti creato un rivestimento idrorepellente spray che a loro avviso è centinaia di volte più resistente delle sostanze simili attualmente in uso.

Uno degli aspetti più interessanti di questa soluzione è che è capace di autoripararsi centinaia di volte in caso di “abrasioni, graffi, bruciature, schiacciamento e contaminazione con sostanze chimiche”. Il ‘trucco’ è che qualora le molecole del rivestimento venissero per esempio raschiate via dalla superficie, altre migrerebbero per riempire i vuoti e riparare l’integrità della superficie idrofoba, 

Stiamo parlando di una combinazione di materiali noti come “elastomeri di poliuretano fluorurato” mescolati con una molecola idrorepellente nota come “F-POSS”. Sarebbe proprio questo elemento a contraddistinguere la nuova soluzione spray: “negli ultimi 20-30 anni sono state realizzate migliaia di soluzioni per rendere le superfici super idrofobiche, ma finora nessuno è stato in grado di capire come progettarne una durevole in modo sistematico” spiega Anish Tuteja, professore associato di Ingegneria e Scienza dei materiali. “Penso che sia quello che abbiamo fatto qui, e che consentirà ad altri ricercatori di creare un rivestimento più economico e idrofobicamente migliore”. 


La sostanza è così resistente da poter impermeabilizzare anche superfici critiche per gli attuali trattamenti, come automobili, vestiti, tetti e anche scafi di navi. Beneficerebbero di un numero inferiore di interventi di manutenzione, e nel caso delle navi di una minore resistenza all’acqua con conseguente riduzione del consumo di carburante, se si considerano le spedizioni cargo in tutto il mondo.
La chiave di volta per la riuscita della ricerca è stato il cambiamento della superficie idrofoba. La maggior parte dei rivestimenti resistenti all’acqua sfrutta sacche d’aria che inducono le gocce d’acqua a “rotolare via”. Il problema è che la struttura in superficie è fragile; i ricercatori ne hanno realizzata una leggermente flessibile in modo che si possa piegare, ma non rompere quando sottoposta a pressione.
Di solito quando parliamo di ricerche si tratta di progetti la cui realizzazione è a lungo termine; in questo caso Tuteja ha potuto beneficiare dell’aiuto della University of Michigan per fondare la spinoff HygraTek, e reputa che i primi rivestimenti spray e i tessuti idrorepellenti potrebbero essere disponibili addirittura entro fine 2017.

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