L’installazione non è obbligatoria, i volontari festeggiati con un party

 

di Michael Pontrelli

Dalla Svezia arrivano notizie inquietanti che riportano alla mente i racconti cyberpunk di William Gibson: 150 lavoratori del centro direzionale di Stoccolma Epicenter, che ospita aziende attive nell’hi-tech, hanno accettato su base volontaria di farsi impiantare un chip sottopelle che consente di effettuare con la mano numerose operazioni fatte abitualmente tramite badge di riconoscimento e carte di credito.

Chip installato tra pollice e indice

Il chip si basa su una tecnologia Rfid ed ha la dimensione di un chicco di riso. Viene installato tra indice e pollice tramite una siringa. Secondo i sostenitori l’intervento è assolutamente indolore. Grazie ad esso le persone si trasformano in veri e propri cyborg in grado di interagire direttamente con i dispositivi elettronici e svolgere automaticamente attività varie come timbrare il cartellino, aprire porte, azionare stampanti e computer, pagare la spesa semplicemente avvicinando la mano a un lettore.

“Biologicamente sicuro e pratico”

“Il chip è biologicamente sicuro. Il suo maggiore beneficio è la praticità perché offre funzioni multiple senza ricorrere a carte di credito, documenti d’identità o chiavi” ha dichiarato Patrick Mesterton, cofondatore e amministratore delegato di Epicenter.

Evidente violazione della privacy

L’imprenditore non ha però fatto riferimento al fatto che grazie al chip la sua azienda è in grado di acquisire molte informazioni sulla vita delle persone, come abitudini di lavoro, di spostamento e di spesa, che sollevano forti dubbi sul rispetto della privacy. Grazie alla geolocalizzazione le persone risultano inoltre reperibili ovunque.

Volontari festeggiati con un party

Almeno per il momento però la cosa non sembra preoccupare i giovani lavoratori hi-tech di Epicenter che stanno aderendo al programma con entusiasmo. Il chip sta diventando talmente popolare che ogni nuovo volontario viene festeggiato con un party. Un nuovo status symbol dunque di cui essere fieri.

Epicenter non è una prima assoluta

Quella di Epicenter non è in realtà una novità assoluta. In dimensioni ridotte un esperimento analogo è stato condotto pochi mesi fa anche in Belgio dalla società di marketing digitale Newfusion che ha installato il chip sottocutaneo su alcuni dipendenti. Gli studi sul campo non sono comunque recentissimi. Il primo prototipo di chip sottocutaneo fu realizzato addirittura nel 1998 dallo scienziato britannico Kevin Warwick. La tecnologia dunque è matura, l’unica incognita su una sua diffusione di massa è la disponibilità degli uomini a rinunciare alla propria privacy. Quanto sta accadendo in Epicentric conferma però quanto possa essere sorprendente la mente umana. Nulla nella storia evolutiva dell’uomo può essere dato per scontato.

 

7 aprile 2017

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