Un team di ricerca della Corea del Sud ha utilizzato elettrodi di grafene per la produzione di un primo prototipo di pannello OLED flessibile. Il materiale si è rivelato duttile e resistente e potrebbe costituire un traguardo importante per il settore

L’era dei display flessibili sembra essere sempre più vicina. Dopo la notizia diffusa qualche mese fa da Japan Display pronta a presentare nel 2018 schermi dotati di una tecnologia che li renderebbe più facili da adattare a dispositivi curvi, arrivano oggi i risultati di una ricerca fatta in Corea del Sud che potrebbe cambiare in modo significativo il settore.

Un team di ingegneri sudcoreani appartenenti all’Electronics and Telecommunications Research Institute (ETRI), impegnato in un progetto quadriennale per lo sviluppo di display pieghevoli, è riuscito ad integrare con successo elettrodi in grafene all’interno di pannelli OLED.

Gli studiosi, in sostanza, hanno sostituito gli elettrodi in ossido di indio-stagno, utilizzati comunemente nella produzione di pannelli OLED, con il grafene dopo alcuni esperimenti con diverse altre sostanze plastiche. Il grafene si è rivelato un materiale resistente e dalle ottime proprietà elastiche, in grado di condurre elettricità e sopratutto trasparente, qualità fondamentale per essere impiegato all’interno dei display. Il team ha adoperato elettrodi in grafene con spessore di 5 nanometri su un display grande 370 x 470 millimetri, stabilendo un record per il settore.

Il progetto vede la partecipazione di Hanwha Technwin, società tra le più importanti della Corea e consociata Samsung, quest’ultima tra le aziende probabilmente più interessate alla tecnologia nell’immediato futuro.

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