di Lorenzo Longhitano
APRILE 20, 2017

Grazie alle reti neurali il servizio di traduzione del gigante di Mountain View migliora le proprie capacità di interpretazione delle frasi più articolate.

Da oggi chi usa il servizio di traduzione di Google avrà a disposizione un servizio in grado di offrire risultati più precisi e naturali. È il risultato dell’ultimo aggiornamento di Google Traduttore, che finalmente sfrutta l’ausilio delle reti neurali anche per gli scambi che riguardano la lingua italiana (insieme a molti altri idiomi che sono stati attivati contemporaneamente al nostro).

Nell’approccio adottato finora, Google Traduttore operava su brevi sequenze di parole che venivano tradotte, “dizionario alla mano”, facendo sì attenzione al contesto, ma limitatamente al blocco preso in considerazione volta per volta. Grazie al machine learning, il sistema può finalmente espandere i propri confini, traducendo intere frasi per volta: in questo modo ogni termine viene contestualizzato adeguatamente e tradotto seguendo il filo del discorso; il risultato fornito dovrebbe essere più preciso e vicino a quanto farebbe un madrelingua.

Per questo motivo, precisa Google, i miglioramenti più sensibili daranno mostra di sé nelle traduzioni di scampoli di testo più voluminosi, mentre non saranno osservabili particolari cambiamenti nell’interpretazione di termini singoli o di brevi frasi.

Avevamo saputo in anteprima dell’introduzione di questo sistema nel corso di un evento tenutosi qualche settimana fa da Google a Milano, ma quello delle traduzioni è solo uno degli ambiti nei quali si farà sempre più importante l’aiuto fornito agli algoritmi tradizionali da parte delle reti neurali. Google ne è al corrente e ormai è all’avanguardia nella ricerca in questo campo: dall’intelligenza artificiale DeepMind ai sistemi che guidano il riconoscimento di oggetti di Google Immagini passando per gli ultimi esperimenti a carattere ludico e accessibili via browser.

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