Eliminare il virus può fare la differenza in chi è affetto da cirrosi epatica per via della malattia. Verrebbe così escluso il trapianto. I risultati dello studio all’International Liver Congress
Pubblicato il 26/04/2017
Ultima modifica il 26/04/2017 alle ore 11:41
DANIELE BANFI

Una delle principali cause di inserimento in lista d’attesa per un trapianto di fegato è la cirrosi epatica dovuta all’infezione da virus dell’epatite C. Oggi, grazie all’avvento dei nuovi farmaci antivirali ad azione diretta, è possibile però eliminare il virus con successo. Un risultato straordinario che ha, come effetto indiretto, non solo la guarigione dall’epatite ma anche l’uscita dalle liste d’attesa per trapianto. Ad affermarlo è uno studio italiano presentato nei giorni scorsi ad Amsterdam nel corso dell’International Liver Congress, l’annuale appuntamento internazionale dedicato alle malattie del fegato. I risultati non ammettono repliche: quasi il 30% delle persone in attesa di trapianto escono dalla lista per effetto dei nuovi farmaci contro il virus dell’epatite C.

Eliminare il virus in sole 12 settimane

A differenza di qualche anno fa -dove i trattamenti per eliminare il virus dell’epatite C avevano tassi di successo davvero bassi e l’utilizzo di interferone causava spesso notevoli effetti collaterali- con l’avvento dei farmaci antivirali è possibile in soli 3 mesi eliminare il virus in oltre il 97% dei casi. Un dato importante se si pensa che l’epatite C in forma cronica può portare sul lungo termine alla perdita di funzione epatica per cirrosi e a cancro del fegato. Non solo, a differenza di quanto si possa pensare la malattia, causando un’infiammazione cronica, può peggiorare altre patologie presenti nella persona come, ad esempio, diabete e ipertensione. Eliminare il virus è dunque fondamentale per migliorare lo stato di salute del malato e ridurre al minimo le possibilità che il fegato venga compromesso per sempre.

 

I trapianti di fegato spesso si effettuano nelle persone affette da infezione cronica da epatite C

Tra i vari motivi che portano ad un trapianto di fegato l’infezione cronica da epatite C -e la conseguente cirrosi- è la principale. Ad oggi si calcola che nella sola Europa siano oltre 8500 le persone in attesa di un nuovo organo. Circa il 20% di questi muore nell’attesa del trapianto. Nel nostro Paese si stima che il 60% dei mille e più trapianti di fegato che si effettuano ogni anno siano causati dal virus C. Numeri impressionanti che potrebbero però in futuro non fare più paura per via della possibilità di «cancellare» definitivamente la presenza del virus. Nello studio europeo coordinato dal professor Luca Belli dell’Ospedale Niguarda di Milano è stato dimostrato infatti quanto i nuovi farmaci antivirali riescano ad incidere sulla possibilità di riduzione delle liste d’attesa per trapianto di fegato.

 

I farmaci funzionano talmente bene che le liste d’attesa per trapianto si riducono

L’analisi, condotta su 142 pazienti in lista per ricevere un fegato nuovo, ha mostrato che in seguito ai decisi miglioramenti dovuti al trattamento con i nuovi antivirali in commercio per 38 persone il trapianto non era più necessario. Un risultato straordinario che va ad aggiungersi a quello ottenuto lo scorso anno sempre dal gruppo di ricerca italiano: in quel caso fu dimostrato che nel 35% dei casi trattati i malati erano stati riportati ad uno stadio di sviluppo della cirrosi non così avanzato da richiedere il trapianto in tempi brevi e che nel 20% dei casi le persone non necessitavano più di un nuovo organo. Risultato? Accorciamento delle liste d’attesa e la possibilità di destinare più organi a persone affette da altre patologie a carico del fegato che oggi non è ancora possibile curare se non con il trapianto.

@danielebanfi83

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