Intesa tra Inrim e Thales Alenia: regoleranno gli orologi in orbita
di STEFANO PAROLA
26 Aprile 2017
Torino darà l’ora esatta all’Europa. Domani l’Inrim, l’Istituto nazionale di ricerca metrologica, siglerà un accordo con la francese Thales e l’italo-tedesca Spaceopal per gestire la scansione del tempo dei satelliti Galileo. Si tratta del sistema di posizionamento globale creato dall’Unione europea e dalla sua Agenzia spaziale, ossia del principale “avversario” dell’americano Gps. Serve per navigare, ma anche per fornire un’informazione apparentemente banale come l’ora esatta: “Saremo in grado di garantire un’accuratezza estrema, al livello dei nanosecondi”, assicura Patrizia Tavella, che coordina i ricercatori dell’Inrim coinvolti nel progetto.
L’istituto di strada delle Cacce dovrà realizzare un centro di calcolo in grado di dialogare con la rete di Galileo. «Non partiamo da zero, abbiamo già realizzato diversi prototipi», racconta la ricercatrice. Questa struttura dovrà essere in grado di sincronizzare l’ora dei satelliti con il “Tempo universale coordinato”, che determina l’ora esatta a livello mondiale. In questo modo, Galileo saprà offrire nuovi servizi a una platea più ampia di utenti.
Un esempio? “Dal 2018 l’Ue imporrà che tutte le transazioni economiche siano datate con una tolleranza attorno al microsecondo. Significa che tutti i principali centri finanziari dovranno essere collegati a un centro come il nostro o comunque con un sistema che consenta di essere così precisi”, spiega la ricercatrice . Un discorso simile vale per l’energia: “Sarà possibile scattare delle fotografie istantanee della situazione della rete elettrica, in modo da capire se ci siano anomalie, per poterle poi correggerle in tempi rapidi”, dice Patrizia Tavella.

Ma altre applicazioni possono riguardare pure le telecomunicazioni, oppure i trasporti, la sicurezza o i soccorsi.
A fine anno l’Inrim aveva messo fine alla sua collaborazione con la Rai che riguardava la diffusione dell’ora esatta, perché il nuovo segnale digitale della tv è in lieve ritardo e non garantisce l’accuratezza di quello analogico. Ora però l’istituto si rifà con una nuova partnership europea.
Dovrà creare una struttura, chiamata Time service provider, nei due centri di controllo di Galileo a Fucino (Roma) e a Oberpfaffenhofen (Monaco di Baviera). “L’obiettivo è di fornire una facility in grado di monitorare lo stato del sistema, lanciare allarmi e suggerire azioni di recupero, semplice da usare anche per chi non possieda una formazione metrologica”, sottolinea la ricercatrice Tavella.
Perché questo lavoro viene fatto dall’istituto torinese? Perché lo scorso anno la Spaceopal, joint-venture creata dalla tedesca Gfr e dall’italo-francese Telespazio ha ricevuto l’incarico di gestire il programma Galileo per i prossimi dieci anni e a sua volta ha assegnato la parte dell’iniziativa che riguarda il tempo ai ricercatori di strada delle Cacce: “L’Inrim ha fornito un contributo unico e siamo onorati che questo istituto, riconosciuto a livello internazionale, sia parte del progetto e ci aiuti a portare il segnale di tempo di Galileo dallo spazio ai suoi utenti”, dice Giuseppe Lenzo, “ceo” di Spaceopal.
Gli esperti dell’Inrim non lavoreranno da soli. A supportarli ci saranno pure l’azienda informatica torinese Aizoon, la spagnola Indra e la francese Sil, così come collaboreranno anche il Politecnico di Torino e i principali istituti metrologici europei.

 

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