Ray Kurzweil predice che la “singolarità tecnologica” si raggiungerà nel 2045.  Saremo degli uomini-macchina. Ray Kurzweil è uno dei più grandi inventori e scienziati informatici viventi ed è il direttore del settore ingegneristico di Google e ci prende 9 volte su 10.

Ray Kurzweil è definito come “il genio infaticabile” dal Wall Street Journal ed è considerato uno dei più grandi inventori e scienziati informatici viventi. Ad oggi direttore del settore ingegneristico di Google, dove è a capo di un team di ricerca sull’intelligenza artificiale, ed ha fama di acutissimo futurologo: delle sue 147 previsioni fatte dagli anni Novanta a oggi ben l’86% si sono rivelate esatte.

Ora Kurzweil lancia la sua nuova profezia: una previsione sulla “singolarità tecnologica”, ovvero il punto in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani. La singolarità può riferirsi all’avvento di una intelligenza superiore a quella umana (anche artificiale) e ai progressi tecnologici che, a cascata, ne seguirebbero.

L’anno della “singolarità tecnologica”, secondo Kurzweil, avverrà nel 2045. Tra 28 anni l’intelligenza degli esseri umani verrà moltiplicata miliardi di volte rispetto alle originarie potenzialità biologiche attraverso la fusione con l’intelligenza artificiale creata dall’uomo stesso. Si tratta di quella che Kurzveil, nel suo libro The singularity is near, ha definito la “quinta epoca”: quella della fusione tra la tecnologia e l’intelligenza umana, con la tecnologia che padroneggia i metodi della biologia (inclusi quelli dell’intelligenza umana). In altre parole, il 2045 segnerà il passaggio dall’intelligenza biologica a una combinazione di intelligenza biologica e artificiale.

Ma questo sarà solo il punto finale della sintesi tra intelligenza biologica e artificiale: già nel 2030, il nostro corpo sarà percorso da microscopici nanorobot che – “nuotando” nelle arterie – saranno in grado di mantenerci in perfetta efficienza, segnalando ogni possibile problema di salute in tempo reale al nostro medico o, nei casi più gravi, alle strutture di pronto soccorso.

C’è da avere paure della “singolarità tecnologica”, quando le macchine diventeranno molto più intelligenti di noi? Sì, secondo alcuni illustri pensatori del calibro di Stephen Hawking, Elon Musk e pure Bill Gates. Ma Kurzveil non ha dubbi: sarà il momento per un incredibile balzo del progresso umano. Già adesso le macchine ci stanno facendo diventare più intelligenti, spiega il guru americano, anche se non sono ancora all’interno del nostro corpo. «Ed entro il 2030 grazie alle macchine potremo connettere la nostra corteccia cerebrale in cloud, potenziando le nostre capacità intellettive».
Johnny Mnemonic

Kurzveil illustra uno scenario che fa ricordare molto il film Johnny Mnemonic (1995), un futoro in cui uomo e macchina si fondono, arti, protesi cybernetiche e chip nel cervello per espandere la memoria e trasportare dati. Nel film si mostra un mondo nel caos, mentre Kurzveil sembra molto più ottimista.

In questo film si vedono tecnologie, per l’epoca fantascientifiche, che ad oggi sono state effettivamente sviluppate. Guardate la locandina del film, il visore sulla testa ed i guanti vi ricordano qualcosa? Eh già, sono Realtà Virtuale e guanti per la rilevazione del movimento spaziale, utilizzati nel film per “navigare” nel web e gestire interfacce, esattamente come si farebbe oggi con un Micorosft Kinect, o con Microsoft Hololens.


Solo fantascienza? Forse, ma non dimentichiamo che Kurzweil ne ha azzeccate quasi nove su dieci.

E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti.

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