Il sistema satellitare Galileo è quasi completato: posizionati correttamente in orbita 22 satelliti su 24 grazie all’ultimo lancio di due giorni fa.

Il sistema satellitare europeo è quasi al completo: ormai mancano solo 2 satelliti. Dal 12 dicembre infatti l’Europa ha altri quattro satelliti della costellazione Galileo in orbita attorno alla Terra, quelli dal 19 al 22, che due giorni fa sono decollati dallo spazioporto di Kourou, Guiana francese, a bordo di un razzo Ariane 5.

Questa volta non ci sono stati problemi e i satelliti sono stati sganciati come da programma a 22.922 km di altitudine. La prima coppia di satelliti (715 kg) è stata sganciata quasi 3 ore e 36 minuti dopo il decollo, mentre la seconda coppia si è separata 20 minuti dopo. Il quartetto è ormai nella sua orbita di lavoro finale e iniziano quindi sei mesi di test condotti dall’ESA per verificare che gli ultimi arrivati siano pronti a unirsi alla costellazione Galileo.

Crediti: ESA-Manuel Pedoussaut

Si avvia quindi alla conclusione il progetto del sistema satellitare europeo, che nonostante ritardi e problemi è ormai a un passo dal completamento: in orbita ci sono oggi 22 satelliti dei 24 previsti per completare la costellazione (più due ridondanti su ciascun piano orbitale).

Come abbiamo sottolineato in più occasioni non occorre che la costellazione sia completa affinché il sistema possa operare, tant’è vero che poco meno di un anno fa, il 15 dicembre 2016, Galileo è stato acceso e da allora è in funzione.

Come ci aveva spiegato un anno fa il professore Mattia Giovanni Crespi del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma infatti Galileo può funzionare con un numero parziale di satelliti rispetto a quelli previsti. La differenza è che man mano che al crescere del numero di satelliti di beneficia di una copertura omogenea “per tutto il corso della giornata”, mentre con pochi satelliti “avevamo a disposizione le prestazioni di Galileo per un periodo ridotto del giorno, non sulle 24 ore”.

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Jan Wörner, direttore generale dell’ESA, ha commentato che l’ultimo “lancio è un altro grande traguardo, portandoci in una fase di completamento della costellazione”. E il successo è da condividere con i numerosi partner ESA, fra cui l’azienda italiana Thales-Alenia-Space.

Copyright ESA Pierre Carril

L’ultimo lancio è in programma per metà del 2018, quando decolleranno altri 4 satelliti sempre a bordo di un vettore di Arianespace. “Nel frattempo l’ESA sta collaborando con la Commissione europea e la GSA per avviare la fase di ricerca, sviluppo e progettazione della seconda generazione di Galileo, insieme ad altre tecnologie di navigazione future”.

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Per chi non ricordasse che cos’è Galileo, ricordiamo che si tratta del primo sistema di navigazione satellitare globale civile in Europa, finanziato e di proprietà dell’UE. La Commissione europea ha la responsabilità generale del programma, la sua gestione e la supervisione dell’attuazione di tutte le attività. Permetterà agli utenti di tutto il mondo di conoscere la loro esatta posizione nel tempo e nello spazio con più precisione rispetto al sistema GPS e affidabilità. I vantaggi e i dettagli pratici di galileo sono dettagliati nel nostro articolo I satelliti Galileo ci faranno guidare meglio e più sicuri.

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