Mancano pochi giorni alla fine dell’anno. Le pagine del calendario stanno per finire e un altro è pronto per prendere il suo posto ripartendo nuovamente dal primo mese, gennaio. Ma qual è l’origine dei dodici mesi? Scopriamo le curiosità e le origini dietro questi nomi di uso comune che scandiscono la nostra vita quotidiana.

Cos’è il calendario

Secondo l’enciclopedia Treccani, il calendario deriva dal latino calendarium. Con questo termine si indica “un sistema convenzionale di divisione del tempo”. L’intervallo base di tale divisione è l’anno, la cui durata (anno civile) è fissata in modo che coincida il più possibile con il movimento di rivoluzione della Terra intorno al Sole, noto anche come anno solare. È suddiviso in 12 mesi, a loro volta suddivisi in circa 4 settimane. Ci sono diversi tipi di calendario. Quello attualmente in uso riprende il calendario di Numa Pompilio, il primo a introdurre i 12 mesi nell’Antica Roma. Successivamente riformato da Giulio Cesare, che introdusse l’anno bisestile e il calendario gregoriano. Nel 1582 il pontefice Gregorio XIII lo cambiò ancora, trasformandolo in quello ora vigente in quasi tutti gli stati. Durante la rivoluzione francese fu adottato un calendario fondato solo sul movimento del Sole e sul sistema metrico decimale: i 12 mesi avevano nomi caratteristici come vendemmiaio, brumaio, termidoro. Come riporta l’Independent, il primo calendario della storia risale a circa 10mila anni fa: fu ritrovato in Scozia.

Gennaio, febbraio, marzo

Il primo mese dell’anno è legato al dio Giano, divinità romana che veniva venerata quando si iniziava o apriva qualcosa, Per questo era rappresentato con due volti, uno rivolto al passato e uno al futuro. Secondo l’Oxford Dictionary l’introduzione di gennaio, così come quella di febbraio, è venuta solo con Numa Pompilio: prima i romani avevano considerato l’inverno un periodo senza mesi e l’anno ne contava solo 10. Il nome di febbraio deriva da februare, purificare, in onore del dio etrusco Februus, dio della morte e della purificazione. Il mese di marzo rendeva omaggio a Marte, dio della guerra ma anche della natura e della fertilità. Quest’ultimo, nel calendario di Romolo era il primo mese dell’anno.

Aprile, maggio, giugno

Secondo il dizionario etimologico il mese di aprile era dedicato alla dea etrusca Apru, derivazione di Afrodite. Tuttavia, altre interpretazioni derivative collegano aprile con il verbo latino “aperire”, cioè aprire, a segnare l’avvento della stagione in cui si schiudono i fiori. Maggio è il mese che i cristiani dedicano al culto mariano, ma per alcuni il nome potrebbe esser stato un omaggio alla dea romana Maia, protettrice della fertilità e dell’abbondanza. Iunius è invece il mese del Sole. Veniva anche considerato il mese della libertà e il suo nome rendeva omaggio a Giunone, dea del matrimonio e del parto.

Luglio, agosto, settembre

In origine, luglio aveva un altro nome: quintilis, ossia quintile, dato che – stando al calendario di Romolo – era il quinto mese dell’anno. Nel 44 a.C. il nome cambiò in Julius in onore del console Gaio Giulio Cesare, nato proprio in questo momento dell’anno. Per la stessa ragione, nel calendario di Romolo agosto era sextilis. Fu rinominato augustus in onore dell’imperatore Augusto e gli fu aggiunto un giorno per renderlo uguale a Luglio. Settembre deve il suo nome all’originaria posizione di settimo mese del calendario romanico. Per un breve periodo cambiò il suo nome in Germanico, in onore al padre dell’imperatore Caligola.

Ottobre, novembre, dicembre

Ottobre mantiene il suo collegamento con l’originaria posizione occupata nel calendario di Romolo, cioè l’ottava. Per un breve periodo venne chiamato Invictus, in onore dell’imperatore Commodo, ma dopo la sua morte si tornò a chiamare il con il suo nome originale. Allo stesso modo gli ultimi due mesi dell’anno devono la loro denominazione a quella che era originariamente la loro posizione nel calendario: novembre, nono mese del calendario, e dicembre che faceva riferimento al numero dieci.

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