Non solo Beinasco, ma anche Falchera, Bruere e Vadò nelle richieste della Regione al ministero,
” Sono ritenuti inutili e da superare”.
Pubblicato il 31/12/2017
Ultima modifica il 31/12/2017 alle ore 08:37
BEPPE MINELLO
TORINO

Si fa presto a dire «togliere». Se si tratta, ad esempio, del casello della tangenziale di Beinasco, cosa rispondere a chi chiede lo stesso per il casello di Falchera quando, poco più in là, si può entrare in Torino da corso Giulio Cesare dove sbuca la Torino-Milano? E chi pretende di abbattere quello di Bruere visto che, per non pagare, tanti escono a Rivoli, intasando corso Susa per riprendere la Torino-Bardonecchia oltre la città del Castello? Per non parlare di Vadò, che taglieggia solo gli automobilisti che devono raggiungere Trofarello. Insomma, la sortita del sindaco di Beinasco, Maurizio Piazza, secondo il quale la Regione avrebbe chiesto al ministero di eliminare il casello che fa disperare i concittadini obbligati a sopportare i tanti automobilisti che li invadono per aggirare il casello stesso e proseguire per Pinerolo, è certamente qualcosa di più di un desiderio ma che va collocato all’interno del problema generale: quello dei pedaggi, tutti, della Tangenziale. Un concetto ben chiaro per Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale, per molti anni sindaco di Rivoli, che dice: «La richiesta di soppressione del casello di Beinasco è certamente condivisibile purché all’interno di una revisione complessiva del sistema delle barriere della tangenziale. Quindi, non solo Beinasco, ma anche Bruere, Vadò, Falchera. Peraltro, il nodo più critico, quello dove si registrano lunghe attese e code, è a Cascine Vica, quindi non è ipotizzabile che all’interno del bando di concessione non si prevedano interventi anche su questa area».

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Per Boeti la strada da percorrere è quella «di togliere certamente i caselli, ma non spostandoli un poco più avanti o un poco più indietro, bensì inserendo il pedaggio, indispensabile per la manutenzione del sistema, sulle barriere autostradali». È una strada. Quella che ha imboccato la Regione e il suo partito di maggioranza relativa, il Pd, è contenuta nel documento consegnato al presidente della giunta Sergio Chiamparino e all’assessore ai Trasporti, Francesco Balocco, che nelle prime settimane dell’anno tratteranno con il ministero le condizioni del bando – quello citato anche da Boeti – con il quale lo Stato intende assegnare, dopo aver ottenuto il via libera dall’Ue per accorparle, le concessioni di Tangenziale, tratta Ivrea-Quincinetto della To-Aosta e il pezzo esistente della Torino-Pinerolo (oggi tutte gestite dall’Ativa) più la Torino-Piacenza gestita dalla Satap. Bando che durerà 12 anni e che «rappresenta l’occasione per la politica – spiega Nadia Conticelli, presidente Pd della Commissione Trasporti in Regione – per affrontare tutta una serie di problemi che si scaricano sugli automobilisti a cominciare dalla Tangenziale che deve diventare un boulevard urbano a libera, o quasi, circolazione; alla manutenzione delle strade provinciali oggi gestite dalla Città Metropolitana con i proventi (circa 5 milioni, ndr) della sua quota, il 20%, in Ativa» che, con il nuovo bando, rischia di scomparire.

Nel documento Pd, a proposito di Beinasco, non si esclude la sua soppressione ma si elencano i problemi sul tappeto. Vale a dire, il fatto che chi deve andare all’ospedale San Luigi tende a saltarlo e che, presto, verrà realizzato un parcheggio di interscambio a servizio di Sfm5, il Servizio ferroviario metropolitano: «Si può decider di togliere tutto o spostarlo magari a None: bisogna trovare la soluzione migliore e questo sta scritto nel piano». A Bruere, Falchera, Vadò è la stessa cosa: Boeti parla di scaricare su chi entra in tangenziale dai caselli autostradali il pedaggio per la Tangenziale, ma c’è anche l’ipotesi della «vignetta» svizzera: un prelievo minimo e automatico . Ecco, chi vorrà vincere il bando dovrà dire come intende liberare la Tangenziale dai caselli e, nello steso tempo incassare risorse. «Il vincitore dovrà anche assumersi l’onere della manutenzione delle strade provinciali che portano alla Tangenziale e all’autostrada – dice Conticelli – e fornire uno studio con il quale risolvere le interminabili code che intasano il tratto fra Venaria, Borgaro e Collegno e anche oltre».

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