Eccezionale scoperta di Roy Taylor, professore inglese di fama mondiale. Una dieta rigidissima di due mesi rende reversibile la malattia, che colpisce milioni di italiani
Una vera rivoluzione copernicana nella cura del diabete di tipo 2. Uno studio inglese che arriva dalla Newcastle University sostiene di poter sconfiggere la patologia con una particolare dieta di appena otto settimane, anche in pazienti affetti dalla malattia da oltre dieci anni. Gli effetti sono anche duraturi, visto che sei mesi dopo la sperimentazione, i partecipanti allo studio erano ancora sani. Fino ai risultati di questa ricerca il diabete di tipo 2 era considerato incurabile.
Già un precedente lavoro dell’équipe di Roy Taylor, professore di Medicina e Metabolismo di fama mondiale, aveva svelato che il diabete avrebbe potuto essere fermato grazie a una dieta con pochissime calorie, ma non era stato in grado di capire se e in che modo gli effetti potessero essere duraturi.
Questo secondo studio invece, pubblicato su Diabetes Care, ha messo sotto osservazione 30 volontari con diabete, che sono stati sottoposti alla stessa dieta di 600 a 700 calorie al giorno. I partecipanti hanno perso in media 14 kg e nel corso dei successivi 6 mesi non hanno riguadagnato peso. Nel complesso, 12 pazienti che avevano avuto il diabete per meno di 10 anni hanno invertito la loro condizione e 6 mesi dopo erano ancora senza diabete. Anche se i volontari che hanno perso peso sono rimasti in sovrappeso, avevano comunque perso peso sufficiente per rimuovere il grasso dal pancreas e tornare così a una normale produzione di insulina.
«Questo sostiene la nostra teoria – spiega un entusiasta Roy Taylor – che esiste una ‘personale’ soglia di grasso. Se una persona accumula più grasso di quello che può tollerare, il diabete viene attivato, ma se poi perde quella quantità di peso può tornare alla normalità».
Il diabete di tipo 2 è una malattia particolarmente insidiosa e in continua crescita. Nel mondo 30 anni fa i malati erano 30 milioni, mentre nel 2010 erano saliti a 285 milioni. Insomma quasi decuplicati in poco più di vent’anni.
Si calcola che in Italia oggi 3 milioni di persone abbiano il diabete di tipo 2. Si tratta del 4,9% della popolazione. Si stima che un altro milione di persone abbia la malattia, ma che non sia stata diagnosticata. È l’1,6% della popolazione. Altre 2,6 milioni di persone hanno difficoltà a mantenere la glicemia nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi prelude allo sviluppo del diabete di tipo 2. Parliamo del 4,3% della popolazione. In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia. Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni nel nostro Paese.
Francesco Bianco

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