Francia, lascia il ministro degli Interni Le Roux, indagato per i contratti alle figlie. Fillon, nuova tegola

L'esponente socialista le aveva assunte come assistenti parlamentari quando erano minorenni. Contratti per 55mila euro. Il suo posto a Matthias Fekl. E i media francesi ora contestano al candidato del centrodestra, già in affanno per il Penelopegate, di aver incassato quasi 50mila euro per organizzare per conto di un miliardario libanese un incontro con Putin

Il ministro degli Interni francese Bruno Le Roux si è dimesso. E' indagato dalla procura finanziaria di Parigi per aver assunto le due figlie come assistenti parlamentari. La notizia è trapelata ieri sul programma Quotidien. Le due ragazze avrebbero avuto dal padre 24 contratti da assistente parlamentari, a partire dall'età di 15 anni. Bruno Le Roux è titolare degli interni da dicembre, quando Bernard Cazeneuve è passato alla guida del governo. Ha preso il suo posto il socialista Matthias Fekl, in precedenza ministro per il Commercio estero, la promozione del turismo e i cittadini francesi all'estero. La vicenda di Le Roux ricorda da vicino quella del candidato della destra alle presidenziali Francois Fillon, a sua volta sotto inchiesta per la vicenda degli impieghi fittizi alla moglie Penelope e a due suoi figli all'Assemblée Nationale e oggi nuovamente nel mirino dei media francesi per aver incassato quasi 50 mila euro per organizzare un incontro tra un miliardario libanese e Putin, di cui è buon amico.

I contratti. Secondo la tv Tmc, Le Roux avrebbe assunto le due figlie durante diversi periodi di vacanze dalla scuola da quando loro avevano 15 e 16 anni, fra il 2009 e il 2016. Le figlie hanno così firmato una 14 e una 10 contratti con l'Assemblea nazionale come assistenti del padre, quando andavano alle scuole superiori e all'inizio della carriera universitaria.

Autovelox a Torino da lunedì 20 a sabato 25 marzo

Vi segnaliamo dove potranno essere effettuati, in città, i controlli della velocità pericolosa

 

Rendiamo note, come ogni settimana, in anticipo, le strade a Torino in cui potranno essere effettuati i controlli della velocità pericolosa, con Autovelox e Telelaser, al fine di tutelare la sicurezza stradale e ridurre gli incidenti. La registrazione è effettuata dalla Polizia Municipale per fini di controllo del Codice della Strada, con apparecchiature autovelox e telelaser.

Lunedì 20 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra

Martedì 21 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra, Corso Cosenza, Via Settembrini, Corso Tazzoli, Lungo Stura Lazio, Via Zino Zini, Corso Traiano, Via O. Vigliani, Via Ventimiglia, Via Botticelli, Corso Vercelli, Corso G. Cesare

Mercoledì 22 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra, Lungo Stura Lazio, Via Zino Zini, Corso Traiano, Via O. Vigliani, Via Ventimiglia

Giovedì 23 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra, Corso Francia, Corso Peschiera, Corso Trapani, Via Mazzarello, Corso Rosselli, Corso Tazzoli, Corso Allamano, Corso Unione Sovietica, Corso Novara, Strada Traforo del Pino, Via Agudio, Corso Don Luigi Sturzo, Corso Principe Oddone, Via Zino Zini, Corso Traiano, Via O. Vigliani, Via Ventimiglia

Venerdì 24 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra, Corso Novara, Strada Traforo del Pino, Via Agudio, Corso Don Luigi Sturzo, Corso Principe Oddone, Via Zino Zini, Corso Traiano, Via O. Vigliani, Via Ventimiglia

Sabato 25 Marzo 2017
Corso Grosseto, Via Pietro Cossa, Corso Moncalieri, Strada Aeroporto, Corso Orbassano, Corso Inghilterra
Si ricordano inoltre le postazioni fisse di: C.so Regina Margherita n. 401/A e C.so Unità d'Italia (in funzione dall'1/8/2013).

Terrorismo, gli Usa vietano pc e tablet in cabina sui voli da otto paesi di Africa e Medio Oriente

Le apparecchiature elettroniche più grandi di un cellulare dovranno essere trasportate solo nel bagaglio in stiva. Il provvedimento scatterà da sabato prossimo per non meglio precisati "motivi di sicurezza". La Gran Bretagna segue l'esempio statunitense. Francia e Canada valutano "sulla base delle informazioni ricevute dall'intelligence"

WASHINGTON - Niente pc e tablet in cabina sui voli per gli Usa provenienti da otto Paesi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente. Tutte le apparecchiature elettroniche più grandi di un cellulare potranno essere trasportate solo nel bagaglio in stiva. Dopo i due bandi anti musulmani (per ora sospesi dalla magistratura), l'amministrazione Trump vara un bando hi-tech per fronteggiare una non precisata minaccia terroristica.

Il bando sarà attivo da sabato prossimo. Otto i paesi interessati: GiordaniaEgittoTurchia

Arabia SauditaKuwaitQatarEmirati Arabi e Marocco, tutti alleati o almeno partner degli Usa. A partire da sabato, il bando sarà applicato a una cinquantina di voli quotidiani per gli Usa operati da nove compagnie (Royal Jordanian, EgyptAir, Turkish Airlines, Saudi Airlines, Kuwait Airways, Royal Air Maroc, Qatar Airways, Emirates ed Etihad Airways) in partenza da dieci aeroporti internazionali: Amman, Il Cairo, Istanbul, Gedda, Ryad, Kuwait City, Doha, Dubaï, Abu Dhabi e Casablanca.

A seguire, la Gran Bretagna ha adottato un provvedimento analogo. Un portavoce della premier Theresa May ha fatto sapere che il divieto di portare in cabina apparecchiature elettroniche di dimensioni superiori a quelle di un cellulare (lunghezza 16 centimetri, larghezza 9,3 e spessore 1,5) si applicherà ai passeggeri diretti nel Regno Unito da TurchiaLibanoGiordaniaEgitto

Tunisia Arabia Saudita. Una misura che il governo britannico considera "necessaria e proporzionata" per la "sicurezza del trasporto aereo".

Il Canada, che collabora strettamente con Usa e Regno Unito a livello di servizi segreti assieme ad Australia e Nuova Zelanda (l'alleanza antiterrorismo dei cosiddetti "cinque occhi") non ha al momento assunto decisioni, ma "valuta - spiega il ministro dei Trasporti Marc Garneau - la possibilità di introdurre le stesse restrizioni sulla base delle informazioni che ci sono state fornite dai servizi di Intelligence". Al momento, ha precisato Garneau, "non ci sono ancora tempi precisi. Ma stiamo lavorando speditamente".

Stessa "valutazione" in Francia, ha annunciato la Direzione generale dell'aviazione civile. "E' in corso un'analisi del rischio in materia di sicurezza aerea da parte dei servizi competenti e, allo stesso tempo, in discussioni interministeriali che determineranno se saranno adottate o meno delle misure" ha dichiarato all'Afp un portavoce della Dgac, "per la Francia nulla è stato deciso".

Come detto, la motivazione della decisione assunta dal segretario alla Sicurezza interna, John Kelly, è una minaccia terroristica, a due giorni dal vertice a Washington della coalizione internazionale anti Isis guidata dagli Usa, che vedrà la partecipazione di 68 Paesi. Secondo alcuni esperti, la natura della misura di sicurezza suggerirebbe un possibile attacco dai cieli. Cnn, in particolare, cita un membro della stessa amministrazione Trump, secondo il quale la decisione è conseguenza di una minaccia proveniente da Aqpa, Al Qaeda nella penisola arabica, il braccio yemenita dell'organizzazione terroristica responsabile dell'11 settembre.

Le compagnie hanno 96 ore, a partire da oggi, per vietare ai loro passeggeri di imbarcare apparecchiatura elettronica, macchine fotografiche comprese. Dal bando sono esclusi, oltre agli smartphone, anche le apparecchiature mediche. La Royal Jordanian, che ha già informato i suoi passeggeri, ha fatto sapere che il provvedimento avrà effetti sui suoi voli verso New York, Chicago, Detroit e Montreal. EgyptAir ha spiegato di aver ricevuto un'email dall'aeroporto Jfk di New York in cui si chiede ai passeggeri diretti negli Usa di non portare in cabina "laptop, tablet, lettori cd e console per videogiochi".

 

Coinvolta nel bando, la Turchia ha duramente reagito attraverso il ministro dei Trasporti Ahmet Arslan, che ha chiesto agli Usa di "rivedere la decisione o di alleggerire" le misure a cui saranno sottoposti i passeggeri, sottolineando l'impatto negativo che avrebbero sul flusso dei viaggiatori. Anche i sauditi hanno ammonito gli Usa delle conseguenze sulle tratte da Riad e Gedda.

Il Marocco non ha formalmente reagito al bando emesso dagli Usa, ma Royal Air Maroc ha diffuso un comunicato in cui afferma che è in corso l'analisi delle nuove misure di sicurezza fissate dal Dipartimento della Sicurezza interna degli Usa. La compagnia di bandiera marocchina fa sapere che comunicherà "i termini e i tempi per l'entrata in vigore del provvedimento" sui suoi voli.

Gli esperti sottolineano alcuni rischi correlati alla misura. Far viaggiare le costose apparecchiature elettroniche nella stiva degli aerei può rappresentare un incentivo ai furti nei bagagli durante le operazioni di imbarco (come accadde dopo l'adozione di una misura analoga da parte del Regno Unito nel 2006). Pur di non esporsi a ruberie, i viaggiatori potrebbero rinunciare al volo o cambiare i propri piani. Sui rischi per la sicurezza punta invece chi ricorda come le batterie di alcuni laptop possono incendiarsi.

C'è poi chi mette in dubbio l'efficacia di un provvedimento restrittivo che colpisce solo alcune compagnie aeree: nessuno impedirebbe ai potenziali attentatori di portare in cabina ordigni nascosti nel case di un computer, con tecniche di camuffamento sofisticatissime, su voli per gli Stati Uniti in partenza da Paesi non interessati dal divieto. Inoltre, anche caricati nella stiva come vuole il provvedimento Usa, quegli ordigni dalle sembianze hi-tech potrebbero essere azionati comunque

 

 

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